Proprio così, un’infezione di CODING ha contagiato già a fine Ottobre 2019, 24 docenti dell’IC.15 in misura uguale alla scuola Primaria e alla scuola Secondaria, circa un quarto dei docenti dell’Istituto. Il contagio è avvenuto tramite ISF, Informatici Senza Frontiere e la sua intraprendente responsabile didattica dr.ssa Isabella Chiodi, attraverso un progetto finanziato dalla Regione Veneto.

I 24 docenti, sono stati a contatto, ravvicinato e senza mascherine, nell’aula informatica della scuola secondaria “Fincato Rosani” con una entusiasta formatrice, la dr.ssa Giorgia Bissoli, per ben 10 pomeriggi tra i primi di novembre e fine gennaio, con una presenza media superiore all’80%. L’interesse per il corso, le interazioni tra i docenti, l’aiuto reciproco, lo scambio di idee e progetti hanno determinato il contagio con sintomi evidenti sempre più manifesti su tutti i partecipanti fino al termine del corso.

Dopo una breve pausa per gli scrutini del primo quadrimestre, i contagiati dal CODING, incuranti dei possibili effetti, hanno iniziato a disseminare a partire dai primi giorni di febbraio il CODING nelle proprie classi, diffondendolo in circa 300 alunni, concentrati prevalentemente nelle classi quinta primaria e prima secondaria , ma non solo.

È parso da subito evidente l’entusiasmo e il coinvolgimenti dei ragazzi nell’attività che è andato subito ben oltre le ore a scuola, ma con ripercussioni anche nelle famiglie, dove molte di loro hanno permesso incoscientemente lo sviluppo del CODING.

Si stavano per concretizzare gli obiettivi del corso che si erano proposti ISF e i docenti dell’IC15. Diffondere in modo virale e senza ritorno, l’apprendimento del quarto indispensabile linguaggio contemporaneo (dopo saper leggere, scrivere e far di conto), cioè il linguaggio di programmazione, necessario per gestire consapevolmente, senza subire, la tecnologia digitale. I ragazzi e soprattutto le ragazze, spesso escluse o autoescludentesi dagli ambiti STEM (Scienze, Tecnologie, Ingegneria, Matematica), ora non giocavano con videogiochi, ma li producevano, non visualizzavano sui propri smartphone storie prodotte da altri, ma imparavano a raccontare le proprie attraverso la programmazione. L’infezione iniziava propagarsi attraverso il divertimento che questo apprendimento procurava. ISF, i docenti dell’IC15 e la regione Veneto confidavano che una pandemia di CODING avrebbe potuto colmare nel giro di una decina d’anni la grande carenza attuale di giovani preparati nelle discipline STEM (professionisti di informatica, di ingegneri, matematici e ricercatori in ambito scientifico).

Ma in tutto questo a febbraio è arrivato il COVID, virus concorrente il nostro CODING. Il COVID ha bloccato le attività in presenza, ha tenuto lontano docenti e alunni, li ha confinati nelle loro case, minando pericolosamente la diffusione del linguaggio computazionale tra i ragazzi. Ma proprio il mezzo di diffusione e sviluppo del CODING, le tecnologie digitali, hanno salvato il progetto e rimesso in corsa la pandemia digitale.

Da subito, già da lunedi 2 marzo, i docenti hanno attivato la Didattica a Distanza (DAD) con tutte le classi della secondaria e, dopo poco tempo, anche alla Primaria. Certo, la riduzione delle ore di lezione per evitare una sovraesposizione degli alunni al monitor dei device ha obbligato ad una scelta degli argomenti da sviluppare e quindi era difficile includere il CODING, ma l’infezione presente nei ragazzi e nelle famiglie era ormi inarrestabile. Sono bastati alcuni incoraggiamenti da parte dei docenti, alcune pillole (9 videolezioni in realtà) fornite da ISF, somministrate a intervalli terapeutici dai docenti per mantenere alto il grado di infezione che è continuato anche nel periodo estivo.

In questi giorni ( fine settembre) abbiamo raccolto i frutti dell’infezione, una quarantina di lavori , frutto dell’attività del tutto autonoma di oltre 60 ragazzi e ragazze tra cui ne sono stati scelti alcuni per la partecipazione al concorso finale promosso da ISF tra gli 8 Istituti Comprensivi partecipanti al Progetto.

Un grazie dunque agli untori che riportiamo di seguito e agli infettati che hanno fatto buon viso a cattiva sorte, augurandoci che la pandemia CODING non si arresti ma possa produrre nuove competenze per futuri buoni frutti.

Gli untori:

  • Informatici Senza Frontiere – dr.ssa Isabella Chiodi
  • Formatrice - dr.ssa Giorgia Bissoli di Verona Fablab
  • Docenti dell’IC 15 Verona : Calogero Alletto Sanfilippo, Adele Patanè, Rosa Coppola, Patrizia Mazzucato, Silvia Panato, Anna Dal Sasso, Alberto Beozzi, Rossana Di Maria, Isabella Todaro, Laura Leonardi, Annalisa Poli, Silvia Bortoli, Sabrina Cuccu, Enrica Marchetti, Poffe Alessandra, Emanuela Lonardi, Maria Marchionni, Laura Casella, Rita Falcone, Tatiana Pali, Beatrice Perin, Daniela Anselmo, Maria Teresa Capitani, Roberto Fenzi.
  • Bambini e Ragazzi dell’IC15 che hanno partecipato al progetto, in particolare coloro che hanno prodotto i lavori selezionati indicati di seguito:

Alunno

titolo

link

FEDERICO

CORONAVIRUS PONG

https://scratch.mit.edu/projects/399532385/

LAURA

STORIA COVID

https://scratch.mit.edu/projects/415976300

KRISTEL

LE MIE EMOZIONI DURANTE LA QUARANTENA

https://scratch.mit.edu/projects/403192076

DIEGO e LUCA

ATTENTI AL VIRUS

https://scratch.mit.edu/projects/402023150/

RICCARDO

MISSIONE ANTI COVID

https://scratch.mit.edu/projects/410989624

LORENZO

COVID E AMBIENTE

https://scratch.mit.edu/projects/423882991/editor

MATTIA

SCAPPA DAL COVID

https://scratch.mit.edu/projects/426293256

GIACOMO

SCONFIGGI IL VIRUS

https://scratch.mit.edu/projects/413900883

Non hanno fatto proprio nulla per impedire il diffondersi della pandemia CODING, anzi dovrebbero essere perseguiti per averla resa possibile i Dirigenti: dr.ssa Anna Maria Cardi -UST Vicenza, dr.ssa Laura Parenti -UST Verona, dr.ssa Patrizia Muscolino -Dirigente IC15 Verona.

27 settembre 2020

Roberto Fenzi